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Non sono molti i libri pubblicati in lingua italiana sulla Cambogia ma uno merita veramente attenzione per la bellezza della scrittura e per la tragica intensità della vicenda narrata: IL CANCELLO dell’etnografo francese FRANçOIS BIZOT.
L’autore racconta in un romanzo-verità prima il suo arresto e l’internamento in un campo di prigionia dei Khmer rossi da cui miracolosamente uscirà vivo, unico superstite, dopo 3 mesi di torture fisiche e psicologiche e poi (1975) il suo difficile ruolo di mediatore per portare fuori dal paese i residenti stranieri asserragliati all’interno dell’ambasciata francese di Phnom Phen durante l’occupazione da parte dei Khmer rossi.
Il cancello del titolo è quello dell’ambasciata francese da cui solo Bizot era autorizzato ad uscire. Il romanzo intreccia la storia del paese con quella strettemente personale dell’autore che nonostante il dolore non può smettere di amare il popolo e la nazione che l’aveva accolto giovane ricercatore affascinato dalla cultura buddhista.
Il romanzo è stato pubblicato la prima volta nel 2001 da Ponte alle Grazie ed è stato insignito nel giugno 2005 del premio Terzani che ha giustamente riacceso l’interesse dei lettori su questo splendido libro.
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