“La stanza delle spezie” di Frances Osborne

by Erica Borgaro on 28 gennaio 2007 · 0 comments updated gennaio 28, 2007

in Culture Orientali

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Punto di partenza di questo romanzo è un libro di ricette conservato al l’Imperial War Museum di Londra, vergato su foglietti quasi trasparenti con grafia elegante da Lilla Eckford, una coraggiosa e determinata donna inglese internata in un campo di prigionia giapponese in Cina durante il secondo conflitto mondiale. Questa è quindi una storia realmente accaduta.

A narrare l’inconsueta vita di Lilla tracciando al contempo un vivace affresco della vita nelle colonie inglesi dalla fine dell’800 alla caduta dell’impero è la pronipote: “questo è il racconto di ciò che la storia con la S maiuscola fa alle persone piccole“, costringendole a mettere in discussione la propria vita e diventando in questo caso il paradigma di come è mutato il ruolo sociale della donna nel XX secolo.

Lilla e la sua gemella Ada nascono alla fine dell’800 nel porto aperto di Chefoo, avamposto commerciale aperto agli stranieri in terra cinese dove crescono negli agi pensando di essere cittadine inglesi di serie A fino a quando incontrano l’amore. Ada sposa giovanissima l’amatissimo e promettente Tobey Elderton e parte per l’India e poi per l’Inghilterra seguendo la brillante carriera del marito mentre Lilla si getterà d’impulso in un matrimonio sbagliato per compensare la perdita della sorella e sostituendola con l’aitante ma debole Ernie Howell che la porterà in Inghilterra dove si scontrerà coi pregiudizi degli inglesi nei confronti dei sudditi di Sua Maestà nati nelle barbare colonie. A causa delle ingerenze della famiglia di brillanti studioisi di Ernie, dello spaesamento e di una grave depressione post partum Lilla rischia di perdere tutto (compresa la sanità mentale) ma grazie alla sua testardaggine riuscirà a salvare il matrimonio, tornare in Asia e vivere una parentesi di felicità sulle montagne del Kashmir.

La prima guerra mondiale, la vedovanza, la lontananza dall’amata/odiata gemella non la piegano e, tornata a Chefoo, Lilla diventa una brillante imprenditrice determinata a lasciare ai suoi figli, rimasti in Inghilterra, un patrimonio ingente e per questo non esita a sposarsi nuovamente con un uomo più anziano ma ricchissimo e solido.

La seconda guerra mondiale incombe e Lilla si ritroverà bloccata con il marito in Cina dall’avanzata giapponese, perderà tutto tranne la sua caparbietà sopravvivendo alle privazioni, alla fame, al freddo estremo e al caldo torrido, anche grazie alla scrittura del suo ricettario che ne “sfama” i sensi dandole la consapevolezza di sè e del suo ruolo di donna.

Alla gioia della liberazione segue l’amara consapevolezza che per gli inglesi non c’è più posto nella nuova Cina di Chang Kai-Shek e che neanche nella madrepatria devastata dalle bombe dei tedeschi sono i benvenuti. Solo dopo la morte dei rispettivi mariti le “gemelle divine” si ritroveranno e vivranno insieme fino alla fine consapevoli che probabilmente “casa” sono solo loro due.

“La stanza delle spezie” di Frances Osborne – Sperling & Kupfer 2004

[Tags]Cina, letteratura orientale, storia contemporanea, Frances Osborne, Osborne, spezie[/tags]

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